Bianconiglio e Gegeniglia
   I VIAGGI E LE GITE DI DUE MOTOTURISTI

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Dal campanello della porta di casa al clacson passando per la pianola Bontempi...


Nè il Bian nè la Gege hanno mai avuto un grande orecchio musicale. In prima media la Musica era materia obbligatoria e il flauto dolce non era poi così ostico ma solo se, come faceva il Bian, si imparava il brano a memoria. Tutto forse a causa di un modo barbaro di descrivere il pentagramma da parte dell'insegnante di Musica: "le note tra le righe si leggono FA LA DO MI dal basso in alto, quelle sulle righe MI SOL SI RE FA dal basso in alto" e la semplice costruzione "le note sono DO RE MI FA SOL LA SI" crollò miseramente... eppure bastava mettere tutto nell'ordine giusto: a sinistra la barbarie, a destra la matematica, ma a quei tempi il Bian non la padroneggiava ancora: sarebbe bastato dire che il pentagramma è un diagramma cartesiano che ha per ascissa il tempo e per ordinata la frequenza... ma qui siamo ancora alle primitive della notazione e il Bian restò all'età della pietra.

    

Neanche l'Hit Organ Bontempi con le note numerate riuscì nell'impresa di introdurre il Bian nel mondo della musica suonata, il pentagramma rimase una grafia geroglifica e nessuna stele di Rosetta sarebbe riuscita a far penetrare al Bian i misteri della notazione e della terminologia musicali...
A casa poi non c'era l'abitudine di ascoltare musica alla radio e il giradischi suonava sempre gli stessi 45 giri triti e ritriti della mamma, così il Bian restò fuori anche dal mondo dell'ascolto musicale arrivando a confondere i Queen con i Deep Purple... per fortuna anni dopo un po' di orecchio per la musica leggera italiana gli si sviluppò, così come si fece un po' di ossa nella musica classica grazie a Bruno, un compagno di ITIS che avrebbe preso il diploma in elettrotecnica come paracadute perché avrebbe conseguito quello di clarinetto e pianoforte prima, e di composizione e direzione d'orchestra dopo... ma guarda, due click sulla tastiera (non quella del pianoforte) e, anche senza Facebook, eccolo: sono passati trent'anni e adesso gli scrivo...

Torniamo a noi: 45 dopo 45, poi 33 dopo 33, poi CD dopo CD, tra leggera e classica il Bian riuscì a emergere dalla totale ignoranza melodica e approdò anche all'ascolto della radio per stare al passo con i tempi. La cosa avvenne in concomitanza delle trasferte di lavoro, unendo utile a dilettevole: RTL 102,5 trasmetteva (e trasmette) la rubrica "Non Stop News" dalle 6.00 alle 9.00: condotta dal lunedì al giovedì da Giusi Legrenzi ("la Peppa") e Fulvio Giuliani, dal venerdì alla domenica da Barbara Sala e Max Viggiani (una spanna sotto l'altra coppia), offre notizie fresche, indicazioni sul traffico, linea diretta con gli ascoltatori su un tema di attualità e poi musica, un po' commerciale ma sempre musica; in più nella rubrica successiva (ai tempi era "Ed ecco a voi") era in onda Simona, un'amica della cognata di Bian: ecco scelta la radio che fa ancora da radiosveglia. Dal gennaio 2017, cioè da quando il Bian ha il privilegio di lavorare da casa propria, il sottofondo musicale è stato affidato a un'emittente che non trasmette pubblicità e che limita la voce parlata all'annuncio dei brani prima e dopo l'esecuzione: grazie Radio 5 Classica, sei una compagna discreta e istruttiva e mi hai fatto scoprire, ad esempio, che nella colonna sonora di "Donne sull'orlo di una crisi di nervi" c'è la Sheherazade di Rimskij-Korsakov.

Ed ecco il mio juke box personale, fatto da quei brani che non sono notissimi e che potrebbero essere destinati all'oblio: non occorre elencare quelli ben noti e indimenticabili, ma solo quelli che (specie per la classica) sono piacevoli ma non così orecchiabili nella loro totalità da restare impressi. Per la musica leggera non è questione di gusto musicale, non c'è un genere ricorrente, ma solo brani che si sono ascoltati con piacere e poi sono spariti dalla radio.

Leggera

Classica

   
The Killers - Human (2009)

Speciale: Gustav Holst - The Planets, op.32

Katy Perry - Firework (2010)

Sergeij Rachmaninoff - Danze sinfoniche op.45

Sergeij Prokofieff - Il Luogotenente Kije

 

Nikolaj Rimskij-Korsakoff - Shèhèrazade

 

   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   

 


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