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  La val di Locana e il colle del Nivolet         

Non amiamo particolarmente le strade senza uscita, i colli da cui occorre tornare per la stessa via da cui si è giunti, ma non bisogna dimenticare che in questo modo si taglierebbero dai nostri itinerari un gran numero di luoghi. Ecco quindi un breve itinerario che ci porta dalle colline moreniche del Canavese alle vette del Gran Paradiso, con una (rara per noi) digressione gastronomica...

Lunghezza: 60km x 2 (escluse le tappe di trasferimento)
Inizio itinerario
: Cuorgnè (TO)
Tappe intermedie:
Noasca (TO), Ceresole Reale (TO)
Termine itinerario: Colle del Nivolet (TO/AO)
Periodo:
dal 16 maggio al 14 ottobre
Cartografia
: Atlante stradale 1:200.000 come minimo, meglio mappe 1:50.000 o 1:25.000 per apprezzare il territorio

Il punto di partenza dell'itinerario è Cuorgnè (1), citato anche nella guida "Piccole città, borghi e villaggi" del TCI, vol.1. Il paese è raggiungibile dal casello di Ivrea dell'autostrada A5 Torino-Aosta (e dalla bretella A4/5 per chi proviene da Milano) piuttosto che passando per i vari borghi del Canavese. Il centro storico di impronta medievale merita la visita per passeggiare per la via Arduino dove sono presenti tre monumenti di rilievo, la Casa di Re Arduino, la Torre Quadrata e la Torre Rotonda, e visitare la chiesa di San Giovanni Decollato. Poco fuori dal centro storico sono il Ponte Vecchio sul torrente Orco e la Manifattura Tessile, ex-cotonificio ora sede del Museo Archeologico dell'Alto Canavese.

1-2: lasciata Cuorgnè (1) si percorre la valle del torrente Orco lungo la SS460 attraversando i paesi di Pont Canavese, Sparone e Locana: superato quest'ultimo si entra nel territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Giunti a Noasca (2), poco dopo il paese fermatevi in frazione Frera Superiore e parcheggiate all'Osteria dei Viaggiatori: vi consigliamo di prenotare prima, specie se siete in un gruppo numeroso. La prima volta che ci siamo fermati, prima del 2000, non gli avremmo dato due soldi, ma l'ora era tarda e la fame mordeva: ebbene, malgrado l'aspetto allora un po' dimesso, mai abbiamo gustato tante specialità cucinate in modo tradizionale, genuino e gustoso. Per Bian, primo tra tutte è il filetto alla losa, il piatto di carne cruda servito con la pietra rovente da cucinarsi da sé, senza dimenticare i tomini, gli agnolotti al ragù di selvaggina e il trionfo di antipasti tanto caro alla cucina piemontese. Dopo il 2000 il locale è stato ristrutturato e reso più accogliente, mantenendo però la genuinità dei piatti.

2-3-4: se non si è ecceduto con il vino, lasciata Noasca (2) la strada regala qualche curva e controcurva, ed anche un paio di tornanti, fino ad arrivare a Ceresole Reale (3), sulla riva dell'omonimo bacino artificiale chiuso da una diga ad arco-gravità che permette, insieme ai bacini più a monte, l'alimentazione di centrali idroelettriche. Il lago è la maggiore attrattiva turistica di Ceresole Reale, con il sentiero che permette di percorrerne il perimetro. Si prosegue poi per Chiapili di Sopra (4), la più alta delle frazioni di Ceresole, dove si trova la sbarra che chiude la strada al traffico veicolare dal 15 ottobre al 15 maggio per neve.

4-5: superata la sbarra di Chiapili di Sopra (4) si entra nella parte più spettacolare del percorso: se finora siamo partiti dai circa 400m sul livello del mare di Cuorgné per arrivare ai 1580m di Ceresole Reale, ora in una quindicina di km si sale di oltre mille metri per una strada ricca di tornanti che regale bellissime viste sui laghi artificiali e sulle cime circostanti. Il primo lago ad essere raggiunto è il lago Serrù (5), a 2275m, ove si trova un parcheggio: nelle domeniche di maggiore affluenza turistica non si può proseguire verso il Nivolet se non a piedi o con l'autobus navetta. La grande diga a gravità è battezzata "Città di Torino" perchè originariamente di proprietà dell'Azienda Elettrica Municipale del capoluogo piemontese.

Vista dal lago Serrù verso il fondovalle

La delegazione dei Gatti Randagi

5-6-7: dal lago Serrù (5) si sale di soli 25 metri sino al lago Agnel (6) a 2300m di quota, dalla caratteristica piccola diga ad arco sul cui coronamento corre la strada. Un'altra serie di tornanti sale per gli ultimi 6 km che ci separano dal colle superando un dislivello di oltre 600m, con una pendenza media del 10%, fino a portarci ai 2612m del Colle del Nivolet (7), che separa la Val di Locana dalla Valsavarenche. La strada asfaltata si ferma poco oltre i rifugi "Città di Chivasso" e "Savoia", accanto ai laghetti glaciali di Nivolet. Non è consentito proseguire sullo sterrato, che comunque non sarebbe completamente percorribile per giungere a Pont, il villaggio più alto della Valsavarenche: per noi motociclisti, un passo in meno che avrebbe potuto collegare Piemonte con Valle d'Aosta per avere più km da percorrere, ma forse è meglio così...

Il lago Agnel e la strada che sale al Nivolet


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